Raccordi idraulici DIN 2353: affidabilità e conformità normativa

29/12/2025 | Blog

I raccordi idraulici DIN 2353 rappresentano uno degli standard europei più diffusi e affidabili per la realizzazione di impianti oleodinamici ad alta pressione. Utilizzati nel settore industriale, agricolo e nelle macchine movimento terra, garantiscono tenuta, sicurezza e compatibilità con tubazioni metriche. Savifluid, punto di riferimento a Cuneo e provincia per componenti oleodinamici certificati, offre raccordi DIN 2353 in pronta consegna e supporto tecnico specializzato per la corretta scelta del materiale e della configurazione. 

Normativa DIN 2353: standard europeo per raccordi a monocono 

Lo standard DIN 2353 definisce le specifiche tecniche per i raccordi a monocono utilizzati in sistemi idraulici ad alta pressione. Questa normativa stabilisce requisiti dettagliati per materiali, geometrie, tolleranze, filettature metriche e capacità di tenuta. Il rispetto dello standard è fondamentale per garantire sicurezza, compatibilità e durata nel tempo dell’impianto.

I raccordi idraulici DIN 2353 sono progettati per collegare tubi rigidi tramite un anello tagliente (monocono) che garantisce una tenuta meccanica affidabile anche in presenza di vibrazioni, sollecitazioni dinamiche o variazioni di temperatura. Per molte aziende della provincia di Cuneo questo standard rappresenta una garanzia di qualità e un punto di riferimento necessario per impianti industriali moderni.

Perché la conformità DIN è fondamentale

La conformità alla normativa DIN 2353 garantisce l’intercambiabilità dei componenti e una maggiore sicurezza operativa. In caso di impianti complessi, sapere che ogni raccordo rispetta parametri certificati permette di ridurre i rischi di perdite, guasti improvvisi e costosi fermi macchina.

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Tipologie di raccordi DIN: dritti, gomito, a T e riduzioni

I raccordi idraulici DIN sono disponibili in numerose configurazioni per adattarsi a qualsiasi layout di tubazione. Ogni impianto, che si tratti di un macchinario industriale o di un sistema agricolo presente a Cuneo o nella provincia, richiede geometrie differenti per garantire passaggi fluidi e orientamento dei raccordi.

Le varianti più comuni includono raccordi dritti, raccordi a gomito 45° o 90°, raccordi a T e diverse tipologie di riduzioni. La scelta della forma corretta non è solo una questione di ingombri, ma influisce direttamente sulla portata, sulle perdite di carico e sulla semplicità di manutenzione dell’impianto.

Come scegliere la tipologia corretta

 La scelta tra raccordi dritti, a gomito o a T dipende dal percorso del tubo e dalla necessità di distribuire il flusso in più direzioni. I raccordi a gomito sono ideali per evitare curvature eccessive del tubo, mentre quelli a T consentono derivazioni verso altre utenze o strumenti di rilevamento. Le riduzioni, invece, permettono di adattare tubazioni di diametri differenti senza compromettere la tenuta.

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Filettature metriche e materiali certificati

Uno dei punti di forza dei raccordi DIN 2353 è la filettatura metrica, che garantisce standardizzazione, facilità di montaggio e compatibilità con la maggior parte degli impianti europei. Le filettature metriche vengono realizzate con estrema precisione per assicurare una tenuta ottimale quando combinate con l’anello tagliente e il tubo conforme.

Per quanto riguarda i materiali, i raccordi DIN sono realizzati principalmente in acciaio al carbonio zincato o in acciaio inox, due soluzioni particolarmente richieste da aziende della provincia di Cuneo che operano in settori come alimentare, trattamento fluidi, oleodinamica mobile e impianti industriali ad alta pressione.

Acciaio al carbonio o acciaio inox?

L’acciaio al carbonio è ideale per applicazioni standard ad alta pressione, garantendo un eccellente rapporto qualità-prezzo. L’acciaio inox, invece, offre resistenza superiore alla corrosione, rendendolo perfetto per ambienti aggressivi o applicazioni in presenza di fluidi speciali. Entrambe le versioni sono certificate secondo normativa DIN 2353 e assicurano lunga durata operativa.

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Pressioni di esercizio e temperature operative

I raccordi idraulici DIN 2353 sono progettati per resistere a pressioni elevate, che possono arrivare fino a 630 bar a seconda della serie (LL, L, S). Ciò li rende estremamente versatili e adatti a molteplici impianti industriali installati a Cuneo e provincia.

Oltre alla pressione, è importante considerare la temperatura operativa del sistema. Le variazioni termiche possono influenzare la tenuta dei materiali, motivo per cui i raccordi DIN vengono progettati con tolleranze specifiche e trattamenti superficiali che garantiscono performance costanti anche in ambienti critici.

Serie LL, L e S: che cosa cambia?

Le tre serie di raccordi DIN 2353 si distinguono in base alla pressione di esercizio:

  • Serie LL (Light Light) per basse pressioni, ideale per circuiti pneumatici o idraulici leggeri.
  • Serie L (Light) per pressioni intermedie tipiche dell’oleodinamica industriale.
  • Serie S (Strong) progettata per alte pressioni e applicazioni ad elevata sollecitazione.

La scelta della serie corretta è determinante per garantire affidabilità dell’impianto nel lungo periodo.

Montaggio corretto: best practice per evitare perdite

Il montaggio dei raccordi DIN 2353 richiede attenzione, precisione e strumenti adeguati. Anche un componente certificato perde efficacia se installato in modo improprio. Le aziende di Cuneo e provincia che utilizzano abitualmente raccordi DIN sanno bene quanto sia importante rispettare le procedure di serraggio per evitare perdite d’olio e cali di pressione.

Un errore frequente è il serraggio eccessivo del dado, che può danneggiare il raccordo o deformare eccessivamente il tubo. Altro problema ricorrente è l’utilizzo di tubi non conformi alla normativa, che impediscono il corretto piantaggio del cono, compromettendo la tenuta.

Passaggi critici per un montaggio perfetto

Il processo corretto prevede:

  • taglio del tubo perfettamente perpendicolare;
  • pulizia accurata per eliminare trucioli e contaminazioni;
  • preassemblaggio dell’ogiva;
  • serraggio controllato del raccordo con strumenti calibrati;
  • test finale in pressione per verificare l’assenza di perdite.

Savifluid offre supporto e consulenza anche nelle fasi di installazione, per garantire massima sicurezza e durata.

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Comparazione DIN vs JIC: quale sistema scegliere

La scelta tra raccordi DIN 2353 e raccordi JIC è un dubbio comune per molte aziende che gestiscono impianti oleodinamici misti o macchinari di provenienza internazionale. Sebbene entrambi i sistemi siano affidabili, presentano differenze significative nelle geometrie di tenuta, nella filettatura e nell’utilizzo pratico.

I raccordi JIC utilizzano filettature in pollici UNF e una tenuta conica a 37°, mentre il sistema DIN adotta filettature metriche e una tenuta meccanica tramite anello tagliente. Questa differenza rende i DIN particolarmente apprezzati in Europa e, nello specifico, nelle industrie di Cuneo e provincia, dove la standardizzazione metrica è predominante.

Quando scegliere DIN e quando JIC

I raccordi DIN sono consigliati per impianti ad alta pressione e per applicazioni europee standardizzate. I JIC diventano preferibili quando si integrano macchinari importati, soprattutto dal settore americano. La scelta migliore dipende da compatibilità, pressioni di esercizio e disponibilità dei componenti.

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